Un titolo abbastanza inquietante …
“Sono preoccupato per quello che succede. C’è la polizia che due anni fa carica un corteo pacifico antimafia di sindacalisti e studenti. Non c’era una carica di polizia contro un corteo antimafia dagli anni Cinquanta, quando Pio La Torre occupava le terre. Poi arrestano delle facce sconce delle borgate e dicono che hanno ingabbiato la mafia”.
Non credi all’efficacia delle retate?
“Mi fa piacere che le forze dell’ordine facciano le retate e che se la portano via un po’ di marmaglia, ma non parliamo di mafia e di Cosa nostra. Quel tipo di Cosa nostra, quella struttura militare è stata disarticolata. Questa è la mafia degli emarginati. La mafia che comanda oggi è la borghesia mafiosa, che c’è sempre stata. Ogni volta che c’è un’emergenza, lo Stato interviene, reprime dal punto di vista poliziesco giudiziario, chi si salva è sempre la borghesia mafiosa che rinasce e che è Immortale”.
Come si riconosce la borghesia mafiosa?
“Si annida tra burocrati, professionisti, politici, notai. E’ la borghesia delle professioni. Soprattutto nella Sicilia occidentale, nel trapanese, che secondo me è il luogo più avanzato per capire che cos’è la Cosa nostra, più di Palermo, che ci sono delle associazioni a delinquere fatte non dai mafiosi, associazioni a delinquere di tipo mafioso, non fatte dai mafiosi tradizionali, ma fatti dai cosiddetti colletti bianchi
Quanta mafia c’è oltre la Sicilia?
“Tantissima, ma la magistratura giudicante spesso non riesce a ottenere condanne per associazione mafiosa, come accaduto per il processo mafia capitale. A Roma il personaggio criminale più importante è un napoletano e da trent’anni regola tutti gli affari criminali di Roma,ma non ha ancora avuto una condanna definitiva per associazione mafiosa. La mafia è un tabù a Roma. La mafia è un male che Roma non si può permettere. E’ più comodo dire che la mafia è affare di palermitani, siciliani, trapanesi, calabresi, campani, napoletani. E’ una roba del Sud, insomma. Io dico, invece, che c’è una voglia di mafia più a Milano, a Roma che a Palermo, soprattutto tra gli imprenditori.
Cioè ci sono imprenditori cercano la mafia?
“Esatto. Ci sono imprenditori spregiudicati che fanno affari con Cosa Nostra. Quelli emiliani, quelli milanesi ..”
I proventi della mafia oggi, dove vanno a finire e come vengono reinvestiti?
La mafia investe sempre in affari che diventano affari. Investe nelle grandi speculazioni immobiliari, investe all’estero, dove è più facile riciclare, in città come Amsterdam o Londra, che è la città dove si riciclano soldi sporchissimi”.
In questo libro metti in evidenza anche come la narrazione giornalistica della mafia sia cambiata, in peggio. Sei stato molto critico su come è stata raccontata dai media la cattura di Matteo Messina Denaro ….
“E’ un giornalismo un pò indecente quello che ha raccontato Matteo Messina Denaro. Io non ho bisogno di leggere le carte per vedere come è stato arrestato. Un arresto senza stress, senza tensioni, inodore e insapore. Di uno che è stato latitante trent’anni vi raccontano del Viagra sul comodino? Della calamita del padrino sul frigorifero? Ti raccontano della latta d’olio come un vecchio siciliano di campagna che porta al chirurgo che lo ha operato? Ti raccontano di lui che messaggia con le altre pazienti per rimorchiarle. Sappiamo tutto sui suoi amori e non sappiamo chi l’ha protetto? E’ indecente tutto questo”.
Perché la mafia è tornata com’era prima di Giovanni Falcone?
“C’è un ritorno culturale a una rassegnazione, a un’accettazione di vecchie regole perché la mafia non spara più. Non si manifesta più all’esterno con la forza delle armi e quindi la mafia non c’è per lo Stato. Non è più un problema di ordine pubblico e di sicurezza. C’è un lavoro sotterraneo di alcune forze politiche per eliminare il concorso esterno. Sulle misure patrimoniali di prevenzione da anni c’è un lavorio continuo da parte di alcune forze politiche per rimettere in discussione tutto l’impianto, un interesse a cancellarle e il caso della giudice Silvana Saguto ha accelerato questo processo. Totò Riina, che non era certo espressione della borghesia mafiosa, ha portato la mafia tradizionale in un vicolo cieco. Finito questo, la mafia è tornata la mafia, quella di sempre” .












