Sono ormai archiviate le manie “snobbistiche” di tenere in casa, a cavallo tra gli ’70 e ’80, grossi felini selvatici, o rettili innocui, e Vincenzo Celeste, veterinario milanese di lungo corso, lo ricorda bene: “certi giovani – racconta – li tenevano anche in borsa. Oggi qualche irriducibile c’è ancora”.
In cima alle preferenze di grandi e piccini negli acquisti di animali da compagnia sono adesso conigli e furetti.
I bambini vanno matti per i conigli nani e loro vanno matti per i cavi elettrici. E’ preferibile tenerli in gabbia perché quando vanno in giro per casa rosicchiano fili elettrici ma non solo. Sono attratti dai campi elettromagnetici. Stesso discorso vale per i furetti, l’ultimissima moda in fatto di animali domestici. “Per questi animali – spiega il dottore Davide Zuliani – è necessario un intervento per togliere le ghiandole odorifere che stanno ai lati dell’ano. Producono una puzza fastidiosa e pungente e se ti schizzano con questa secrezione non la togli più di dosso”. Per comprare un furetto ci vogliono dalle 400 alle 500 mila lire. Minore diffusione hanno criceti (varie specie) e topi, quelli ballerini ad esempio. Si muovono in continuazione fino alla morte.
In giro si vedono anche i cani della prateria, una specie di marmotta americana. Costo 100 mila lire circa. Decisamente più alto il target della Genetta e della Molfetta. Si deve sborsare almeno un milione per accaparrarsi un esemplare di questi tipi di puzzola americana.
Tengono il mercato testuggini e rettili, soprattutto boe, pitoni e iguana verdi. La spesa per un’iguana oscilla tra 100 e 300 mila lire ma i costi maggiori per questo genere di animali sono la teca in cristallo dove tenerli e gli accessori.













